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OSTERIA DEL LAGHETTO - Novara

Powered by Sararlo 23 June 2006 ·

La giornata è calda assai, 31° all'ombra. L'impegno di lavoro ha portato nella città che ha come illustre cittadino l'Oscar di trista memoria. La provincia invero offrirebbe mete allettanti, vedi quel Lago d'Orta dove esercita il Tonino Cannavacciuolo, ma sono 35km. e la road map lavorativa non lo permette.
Consultiamo (di nascosto) la Guida Giallo.Rossa, i nomi sono due. Il lunedì il primo è chiuso, l'altro è aperto, fish only alla Carta. Pesce di Lunedì? che famo?
Chiediamo al barista, la bionda vicino a lui s'illumina d'immenso e dice che è il miglior ristorante di pesce della città. Rischiamo, il digiuno penitente non fa per noi.
Sulla tangenziale novarese, ad un tiro di schioppo, pardon di lenza dalla rinomata De Agostini, troviamo l'Osteria. Viottolo che fa tanto fuori porta. Gazebo a riposo sui prati, il sottoportico è attivo, ma poichè non c'è vento agli orginali 31° aggiungete qualche percentile. Arriva quello che poi scopriamo essere Vito, le proprietair, anche se dalla faccia pare il cuggino di Jack la Motta. Il menù è recitato a soggetto, con il solito odioso block notes scritto a mano. Non si sa se manca la Carta, non si sa se manca la Carta solo il lunedì perchè non si può sapere cosa passa il convento o hanno lasciato gli avventori del uicchend. Ci giriamo attorno perplessi cercando di meorizzare i piatti elencati. In un angolo del giardino il Lupo di famiglia accompagna come un buon padre il micio di poche settimane alla sua cuccia senza sbranarlo... Nel vederci guardar piano-sequenza di amorevole cino-gattitudine Vito ci ricorda che si fa anche di carne assortita. Chissà se la messa in scena era studiata con Fido & Co.? Optiamo di pesce, nell'attesa guardiamo la Carta dei Vini. Però, Vito e i suoi picciotti: la Carta è abbellita a piè di ogni pagina da piccole etichette scannerizzate un po' qua e un po là, non solo per Enotria felix, ma anche di Transalpe & Oceania. Optiamo per quel vecchio amore che risponde a Villa Bucci, targato 2002. Nell'attesa sbirciamo di rossi...uelà  etichetta Chateau Margaux...il prezzo è ragionevole; Petrus! in un locale ittico...andiamo a guardare,
così per curiosità, ma non lo troviamo. Specchietti per allodole? Forse, intanto ci arriva sì il Villa Bucci, ma 2003...non approfondiamo. All'entrèe dei tavoli vicini vediamo arrivare flute di prosecco con lamponi gelati e un trionfo imperiale di cruditè, tra cui, inqequivocabili, Ricci di mare.Il ghiaccio è abbondante.

A noi meschini che proprio dalla terra del prosecco veniamo il Villa Bucci sta bene, tanto più che in rapida sequenza ci si presenta una Mousse di Astice, con Chela testimonial a fianco, e due coulisse di peperoni rossieggialli. Non male. Forse a'mousse è un buon espediente per aggirare il rischio lunedì...bisognerebbe accertare se è preparata solo ad inizio semana. Segue una dadolata di Ricciola servita a "Sevice" che, ci viene spiegato, è alla famola brasilera: lime, peperoncino fresco, cipollotto. Around è posizionato un carpaccio di tonno che ci sembra all'altezza del lunedì, pardon della situazione.

Tagliolini alla saracena, laddove si trovano frutti di mare a gogo, dalle cozze, alle vongole, passando per gamberi e piccola piovra. Era stato definito piatto "in bianco", senza pummarò...siamo stati forse timidi nel non chiedere a Jack un po' di pepe e un pizzico di sale. Sui secundis la scelta era ampia: branzini, sanpietrini, Gamberoni di Sanremo, anche se, alla fine, abbiamo optato per mazzancolle siciliane, alla piastra. Arrivano, formato piatto unico, con patata al cartoccio come si usa nel Kentucky e trifola di zucchine. Chissà come si sarebbe sentito il retroflavour di ammoniaca se avremmo optato per saraghi o branzini?
Comunque la cottura era bbona, l'ammoniaca meno, cosa ci facessero zucchine e tubero è ancora da capire, a meno non fossero state messe lì a far da assorbiodori... Ai dessert partita doppia. Una Cassata "mandata apposta da Trapani" e il dolce della casa...lasciata cadere così la cosa era inevitabilmente da approfondire, e quindi scopriamo trattarsi di Frutta Gelata. La Cassata sapeva effettivamente di Sicilia, nel senso che la Ricotta aveva una prevalenza che in genere dalle nostre parti, in the North, viene attenuata. Comunque ci è sembrata Ok. La frutta gelata "raccolta nel nostro parco" rispondeva ad un'Arancia (a
Novara?), una Noce e una Fragola. Svuotate di polpa, rimpinguate della polpa fatta gelato, congelatore, Non male, forse la più curiosa era quella alla Noce.
L'acqua era finita da un pezzo, il Verdicchio è inevitabilmente evaporato per osmosi, una lieve brezza ha portato a  valle l'ammonio residuo; Fido & Micio riposano nella stessa cuccia in attesa dell'esibizione serale. Todo compreso la cuenta viaggia nei limiti, a 80 eurozzi. Vito "jack" ci saluta - obligado - ha cercato "di fare del suo meglio". L'Osteria del Laghetto non merita una spedizione e nemmeno una deviazione, ma se veleggiate dalle parti di Novara può essere una meta piacevole e divertente, magari non di lunedì. Salute. Sararlo

p.s.
scusate la prosa un po' fumettistica, da videoclip, ma è una bella serata estiva, e qui il prosecco, magari semza i lamponi congelati, rallegra lo spirito e la mente

p.p.s.
tanto per non fare la solita figura del post al post:

Osteria del Laghetto
Via Case Sparse, 11
Veveri - 28100 Novara
0321 - 472962 - non chiude mai (sembra)
www.osteriadellaghetto.it        

Categoria: Sararlo Graffiti

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