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ACCADEMIA DELLE FRATTAGLIE

Powered by Sararlo 15 March 2010 ·
ACCADEMIA DELLE FRATTAGLIE

Parlare di frattaglie a noi c' attrippa assai.
Memori di epiche Frattaglialonghe organizzate anni or sono, appena avuto sentore del fattaccio che si sarebbe svolto "fuori di taste", in quel di Florence, ci siamo attrezzati per tempo.

L' occasione era ghiotta. Sotto gli auspici dell' Academie des Abats di Parigi ha emesso i primi vagiti l' Accademia delle frattaglie. La nursery scelta non poteva essere migliore: il Ristorante alle Murate, di Umberto e Silvia Montano.
Un ex merceria dove, d' incanto, il restauro ha riportato a nuova luce importanti affreschi del trecento, laddove si dice che vi siano i primi ritratti originali di messer Alighieri Dante e messer Boccaccio Giovanni. Testimonial non da poco dell' antica sede del Palazzo dell' Arte dei Giudici e Notai.

Interni emozionali, non c'è che dire perché, affreschi a parte, la sala abbasso è ricca di reperti archeologici tra i quali potete desinare in libertà. Tocco finale la vetrata che svela la sala fuochi, laddove si gioca di "effetto vedo non vedo" mediante l' uso di una cascata d'acqua che termina su un lavabo di legno che si presume anch' esso di antica vetustà.

La tenzone frattaglia prevedeva una serie di amouse bouche proposti dai loro papà, tutti beccai scelti in giro per Enotria e non solo provenienti dalla città del giglio.

Ecco allora Piero Nigro presentare l' Insalata di nervetti nella sua gelatina con gocce di aceto balsamico. I nervetti, presi nature, erano boni assai, peccato che si perdevano in una marea di gelatina a mò di blob che li ha penalizzati oltremodo.

L' aretino Simone Fracassi si è preso cura, invece, di offrire alla agguerrita platea un Nero di chianina su crostini di pane di farina macinata a pietra. Anche qua la preparazione era di vaglia, ma li avremmo graditi un po' più "unti" forse perché il nostro imprinting, nelle calate fiorentine, li aveva prevalentemente trovati accussì.

Ottima scoperta, invece, il Biroldo della Garfagnana, ‘na creatura a noi sconosciuta, acconciata con le parti meno nobili del maiale, dall' aspetto molto "abbronzato" che si dice addirittura di lontana origine longobarda. Un plauso, quindi, a Rolando Bellandi, anche per il riuscito abbinamento con del pane di castagne che ha entusiasmato parecchi dei presenti, tutti pronti a Biroldare in bis e tris.

Leonardo Torrini è un trippaiol angelico ben noto ai peccatori di gola locali. Mentre preparava il suo Panino al lampredotto la cascata acquea è stata fermata e quindi tutti hanno potuto ammirare il rito fatto di lievità e destrezza nell' acconciare in rapida sequenza un centinaio di panini o poco più.

Infine la star indiscussa di questa degustazione a tutta ciccia, il Fagottino di Franco Cazzamali. ‘Na petardata unica, un bon bon di ciccia vitella e suina, con uvetta, parmesan e spezie avvolta nel suo retino e passata in forno. C'è chi ne ha mangiate cinque, senza colpo ferire.

Cessata la mattanza frattaglia all' impiedi i neo accademici si sono distribuiti tra i tavoli dei piani diversi per ulteriore degustazione dedicata. Saverio Sbaragli ha quindi proposto un Timballo di maccheroni con asparagi e animelle di chianina I.G.P. Non male, anche se la palizzata maccheronica, con la sua forse necessaria consistenza duro elastica, plastificava un po' tutto l' ambaradan. Ottimo comunque il fundus su cui fare scarpetta.

Meglio la Variazione di frattaglie proposta dalla cuoca della maison, Giovanna Iorio.
Il "donatore", in questo caso, era il Grigio del casentino che è stato letteralmente celebrato dai commensali dalle orecchie ai di lui piedi, assieme naturalmente a cotenna e fegato, quest' ultimo star della parte seduta di questa Frattaglialonga fuori di taste. Da ricordare, in abbinamento, una indovinata Zuppetta di scarola e piedini da pucciare devotamente con peperone crusco.

La serata è terminata in gloria ... sgrassante by un gelato bianco, con salvia e scorze di limone di Sorrento, in-cornato all' istante per i presenti dalle stesse mani di Silvana Vivoli.
Dopo un performante Otello nero (leggasi di rustico lambrusco delle Cantine Ceci) il potus, sia enoico che oleario, è stato frutto delle fatiche della tenuta maremmana di Oliviero Toscani, Presidente Onorario di cotale Accademia, presente in carne e ossa con una mise da maremma maiala tale che sembrava appena uscito da un dipinto di Telemaco Signorini.

Per chi fosse interessato ai riti pagani e frattagli di cotale Accademia, il contatto è Umberto Montano, info@allemurate.it

ALLE MURATE
Via del Proconsolo 16/r
FIRENZE
Tel.055 - 240618
Chiude il Lunedì
www.allemurate.it

 

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Categoria: Sararliche

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