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CIRCO DEGLI ARTISTI - Revislate (NO)

Powered by Sararlo 13 August 2006 ·

La curiosità, nel ricordare questa storia, è l' estrema "affabilità" dei titolari. Il locale aveva aperto da pochissimo, e ci era sembrato cosa carina raccontarne al pubblico degli appassionati. Per sistema, in tutti questi anni, non abbiamo mai avvertito gli interessati che il loro locale era stato recensito. Ebbene, questi affabili signori mi scrissero alcuni giorni dopo alla mail privata ringraziando, ovviamente, ma un po' scocciatelli per una o due imprecisioni (assolutamente marginali) che nulla intaccavano del loro locale e del loro lavoro. Sic transit gloria mundi, evidentemente.

A vederla pare la sorellina minore di Kim Basinger, in versione amazzone, ma la nostra basista dell’alto novarese è (anche) un bel palato e la dritta è affidabile.

“Il locale è aperto da poco … devono ancora affinarsi, ma meritano una visita”.

E vai, attraverso percorsi sconosciuti anche al Tom.Tom di ultima generazione arriviamo in quel di Revislate, frazione di Veruno.

Da fuori pare un Cral cha abbia usufruito di una qualche Tremonti agevolata … e, in effetti, ci confermano poi che sì, fino a qualche mese fa, ai tavoli imperavano briscola e tresette tra pensionati ora, pur mantenendo una linea sobria  e … piemunteisa, il Ristorantino denota la volontà di seguire un percorso che non sia necessariamente scontato né di sushi né di foie gras, anche se in cucina si dice che armeggino mani dagli occhi a mandorla.

Sarà che non sarà, ma il Circo … degli Artisti è diventato, in breve tempo, meta preferita delle mazze gourmand del vicino Golf Club di Bogogno.

Si viaggia tra modernità e tradizione, vediamo come.

I tavoli, se non saranno del Cral, sono comunque  “Linea Osteria”, chissà se dell’ Ikea o di qualche solido artigiano locale, nulla da dire, senza fronzoli e senza neanche la necessità di poggiare qua e la triangolini assortiti per non sentirli fare Tango tra gambe e gomiti rilassati.

Dalla Cucina arriva un “obligado”, leggi saluto, declinato a Gazpacho con dei Panigozzi, alias una specie di tempura, avviluppanti Gamberi e Melanzane. Ci sta bene, la calura è tanta e l’ouverture jap andalusa è azzeccata  assai.

A seguire vi sono diverse proposte: ne è stata scelta una che sa di jam session marina.

Ecco allora un Tonno scottato, un Tortino di Baccalà, un Lavarello in carpione e altre cose che, comunque, denotano buona mano anche senza voli pindarici particolari.

Ma siamo o non siamo in Piemont ? E allora Avanti  Savoia, sempre! (oddio, viste anche le recenti cronache la frase è solo citazione storica, ovviamente…).

Gli Agnolotti ai tre sughi, provati anche altrove nella nostra tournè a nord-ovest, sono stati forse i migliori: ineccepibile la pasta, così come ripieno e ristretto di contorno; presentati anche bene pur se, magari, ne avremmo gradito il doppio.

Siamo tra Artisti, vero, se volevamo andare da Chenot o Messeguè l’indirizzo, volendo, potevamo anche googlarlo per conto nostro.

Ottimi i Tajarin, anche questi made at home, tagliati al coltello e resi maggiorenni da un ottimo  Ragu d’Oca.

Si vola creativo con degli altrettanto riusciti Ravioli alle verdure (l’impasto) con Pomodori e Melanzane (i rispettivi ripieni), laddove l’intermezzo del felice impiatto era rappresentato da una Burrata vera e a rondelle succulente.

Il locale si suddivide tra una componente al coperto e un piacevole dehors. Laddove, tuttavia, sarà per la locazione a nord delle umide risaie, ma il ronzare degli  insetti estivi ricordava il traffico della vicina Malpensa visibile lassù tra le stelle che stanno a guardare.

Meglio starsene al coperto, si sta bene uguale, anche senza aria condizionata e, con alle pareti, tele (e qualche crosta) a testimonianza che il Circolo, pardon, il… Circo si prefigge di allietare lo spirito dei suoi commensali non solo prendendoli per la gola, ma anche dando spazio ai giovani talenti dell’ hinterland, … chissà se tra loro spunterà un Boccioni o un Ottone Rosai … per ora preferiamo concentrarci sui piatti, allietati anche da una Cantina dove si capisce che il titolare le Etichette se le va a cercare di persona e non  la comanda via internet o a fotocopia da Guide assortite o distributori complici; ecco allora, ad esempio, uno Juvenia, dicesi di un Gattinara ’04 di tale Antoniolo che abbiamo trovato piacevole e consono, sopratutto sulla seconda trincea, quella che viaggia di ciccia suina e vaccina.

Particolarmente riuscita la Sella di Maialino da latte con i fichi nostrani, fagiolini e un ottimo tortino di patate e cardo gobbo.

Eccellente e riuscito il gioco tra la cotenna croccante e la carne morbida sottostante. I fichi forse stavano a guardare o erano lì per la metrica …e non erano neanche secchi …

E lo stesso dicasi per La Pancia di Vitello Fassone, anche questa pregevole per materia prima e cottura, dove l’abbinamento con l’Insalata di verdura e frutta (pesche), pur se lievemente insolito, purtuttavia si conciliava se non altro per  la calura da altoforno estivo.

A disposizione un’ampia selezione del buon Guffanti Aronese ma, dovendo conciliare panza et capanna, abbiamo cricumnavigato il problema atterrando su  di una Creme Brulè ai Pistacchi di Bronte. Riuscita, anzi ottima, peccato che, chissà se in omaggio alla vocazione artista e multicolore del locale, che c’azzeccavano le frutta ‘n coppa… ancora adesso non abbiamo capito se la valenza era di estro pennello da possibile condizionamento ambientale o di tocco salutista.

Assolutamente bene invece  il Semifreddo di Fichi al Cioccolato. Non certo un Dessert da Bis, assolutamente perché solo con il Tris ripetuto si può trovare sollievo e appagamento, come peraltro avviene spesso nella vita … ottimo, una delle creature più riuscite di questa uscita altonovarese e complimenti alla nostra Kim locale e gourmappassionata.

Addocchiamo e comandiamo il consueto Barolo Chinato di Beppe Cappellano, ma la era sorpresa è stata il Ratafià, un liquore di ciliege nere di Arnondo Micca (è un paese del biellese, non ha nulla a che fare con la famiglia che si occupava di polvere da sparo…), distillato dalla premiata ditta Giovanni Rapa (con la “p”, in questo caso vi risparmiano il calembour in agguato).

Liquore di tradizione quasi millenaria di cui l’etimologia (o la leggenda) anagrafica è pure curiosa e, tradotto maccheronicamente, starebbe a dire “le cose si sono messe a posto”. La panza di sicuro.

Straordinario per corpo, intensità, retrogusti, pure lui sarebbe da tris, ma già con il Gattinara eravamo andati quattoni, meglio non esagerare.

Per concludere.

Il Circo … degli Artisti non è per niente un Barnum, ma una buona palestra in cui ci si può divertire ed il giovane titolare dimostra qualità ed impegno.

Cosa ci sia dietro la porta della Cucina non è data conferma, può darsi anche il Jap di passo o qualcosa di più stanziale, ma i fondamentali del territorio ci sono e quei pochi tocchi estrosi, pur se bisognosi a volte di qualche lieve messa a punto, non stonano comunque.

Un locale divertente, anche se non una tappa memorabile, almeno per ora, ma che merita di essere tenuto a mente  perlomeno tra coloro che viaggiano di mazza e dintorni.

Con l’ augurio che anche  l’avviamento, non certo facile per chiunque,  sia sereno, se non altro per il titolare che, pur cortese e disponibile nel suo espletare il servizio tra i tavoli, denotava quella certa passio christi di chi, per conciliare bollette e fatture a fine mese, espleta tutto da sé lungo la Sala: dall’ apparecchiare al gestire arrivi e partenze, mannaggia al telefono, e poi raccogliere la comanda, servire e presentare i piatti, stappare, decantare  e, ci mancava pure quello … far di conto finale.

Un sorriso in più, magari  non tirato e di circostanza, auguriamo gli capiti sempre più facilmente con il tempo a venire.

 

CIRCO .. DEGLI ARTISTI

Via Motta,5
28010 Revislate (NO)
Tel. 0322 – 830315

Chiude Lunedì e Martedì a pranzo

Entry Level da 35 in su.

Categoria: Sararlo Graffiti

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