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GODENDA - Padova

Powered by Sararlo 27 October 2004 ·

Un nome ... un programma ... 


Un vecchio refrain piùbblicitario, con Tino Scotti,  recitava  “…Basta la parola !”, vien da ridere se pensate che si riferiva alla promozione di un lassativo, ma anche qui, rovesciando cartesianamente tutti i termini del problema, basta la parola, appunto: ”Godenda”, ora et semper…ma, c’è un ma.

Nebbiosa serata middlewhinter; personaggio dal passo incerto, nel senso che non sa dove andare, si aggira per il ghetto della Città del Santo, a due passi dalle centralissime piazza dell’orto e del grano, no, dei signori e della frutta; bah, mai capito, eppure ci siamo laureati in  The Bo’, alias ateneo locale qualche lustro fa.

L’è dura rivolgersi a qualcuna per chiedere dov’è…Godenda, magari calcando maldestramente su di un G. troppo gutturale, alla tedesca per intenderci. C’è da far venire un coccolone ad una dorotea o a Rosy Bindi; per fortuna che non avete l’impermeabile da Tenente Scèridan, altrimenti rischiate per davvero, ad approccio mirato, magari verso la commessa della profumeria che sta abbassando i battenti (riferito alla profumeria) - lei in minigonna novembrina:  potreste beccarvi una denuncia per tentato …esibizionismo.

Aniway, Godenda è un’ ottima pensata che, in poco tempo, ha spopolato nella Padova da bere, così come tra coloro che deambulano come gatti mammoni à toutes les heureus, cioè bighellonano sornioni, ma anche coloro che vengono qui a trovar ristoro, di calici, di piatti, di panorami e atmosfere assortite.

Vetrine a vista (non ci fossero i portici secolari vi potreste sentire in una Cophenagen, così come a Boston); arredo finto casual, con tutte le memorabilia che fanno cantina e ristorantica ad abbellire pareti, volte e scalinate.
Luci soffuse, lavagnona a cui rispondono all’appello ben 250 etichette in rotazione costante.
Fauna locale della più svariata:  dal ragazzino azzimato che è qui perchè s’acchiappa, al (quasi) cinquantenne devastato da una vita alla George Best che vien qui sognando, ma soprattutto pensando ai tempi andati, in  attesa di felice replica, come a una commedia di Agatha Christie.
Loro, l’ altra metà del cielo, sono presenti in versioni ecumeniche: dalla gemellina di Britney Spears, al clone rampante di Marina B. (che non è una stilista), qualche Alessia Marcuzzi qua e là.
Non c’è che l’imbarazzo della scelta, quindi, su di una cantina che regge tutta questa giostra di colori, di varia umanità e di cucina che sa essere, da par suo, all’altezza di ogni situazione, un po’ come il Gassman mattatore dei tempi migliori.
E’il maiale il ventriloquio del vostro agire (occhio, parliamo solo di piatti)?  vi è una salumeria a tutto stivale e oltre, si va dal nobile Culatello, al fascino tutto mediterraneo di una Spianata calabra e vai con la ciociara che non è la Loren, ma la Porchetta d’Ariccia. Volendo, si può spaziare anche extra pork, su affettati o bocconcini che sanno di Cervo e Cinghiale fino alla pregiata Oca kosher di Jolanda de Colo’.

L’acchiappo prosegue promettente ? potete diventare più rassicuranti ammarando sul pianeta formaggi, che incrocia pure esigenze (opportunità) vegetariane: e allora Gorgonzola, Taleggio; tutto procede ok? si fraternizza, basta falsi pudori: Puzzone di Moena, Ubriaco del Piave, Rocco Siffredi, beh no, forse questo ancora non ha la Dop….ripiegate alla pecorina, ma su Pecorini di buona famiglia, intendevamo: sardi, marchigiani, c’è pure quel toscanaccio di Pienza.

Se siete con vostra zia minorenne non c‘è problema; di snack basta e avanza, tutti rigorosamente ghiottoni, non da happy hour sanbibilina: ecco allora gli Scampi crudi, la Tartare di Pesce come di Carne e così via.

Non è finita, rotti gli indugi vi sembra oramai di conoscervi (con la cucina) da sempre. Ecco le proposte “Godenda” per farvi godere e divertire, così come pure il Menu Gourmet: siamo quindi in pieno Punto G, il cosiddetto G.Point Gastronomico: sono piatti veri e propri che camminano sulle loro gambe sempre accompagnati a calici di alto livello (per la compagnia avete il dovere morale di pensarci voi).

Citiamo a caso, perché la varietà cambia come la vostra collezione di Swatch: Terrina di fegato grasso d’oca e gelatina di uva zibibbo. Bello anche per il gioco di colori e di geometrie:  un rettangolo rosa posto al centro di un sole
dorato.
Il Sushi di cervo con verdure in agrodolce gioca un po’ fusion, è vero, ma i cubetti di cervo marinati in salsa malandrina ve li pappate felici e… godendòsi.
Altro spot? Confit d’anatra con fagioli corona e polenta: bene, come il resto;  si gioca di sapori, di design edibile e di  creativa curiosità.
Per i palati alla Peynet  il passo verso la pasticceria è d’obbligo, anchè perchè vi potete confrontare con una Pastiera di Ciaccio ‘o scugnizzo o con un più nostrano Salame al cioccolato, ma anche le piccole Praline (by Chocolat ever & never) meritano menzione d’onore.

Caffè al Pepe, tanto per “mettere dei fiori nei vostri cannoni” (cogliete…godendosa metafora): prima vi servono espresso d’ordinanza, poi vi macinano sopra q.b. di pepper. Attenzione, non fate i gigioni scafati, evitate di briatorare
chiedendo anche il Balsamico dal bollino rosso e il Sale di Mothya; non è un insalata, ma solo un caffè un po…bohèmien.
Come dicevano le Kessler, la notte è piccola per noi, e Godenda potrebbe essere solo un piacevole prologo un po’ ghiottone, ora dipende da voi se volete farvi… stregare dalla luna, o andare a nanna con l’orsetto Pippo .

 GODENDA

Via Francesco Squarcione, 4

Padova

Tel. 049 - 8774 192

Cuenta media: 25-35€

Categoria: Sararlo Graffiti

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