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Photo Magnum Agency

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ANTEPRIMA - Chiuduno (BG)

Powered by Sararlo 25 July 2006 ·

La royalties di questa scoperta appartengono di diritto a oloaP Marchi che, per primo, narrò sul suo sito e, poi, su Il Giornale, di questa idea divertente e originale, la cui anima è quella del bravo Daniel Facen. La "Stella" arrivò, poi, meritata, sul finire del 2008. La visita avvenne assieme al buon Guido Cuomo, alias Guyciman, le cui tracce, aihmè, si sono sperse un po' tra le maglie della rete. Le photo di allora vennero pubblicate grazie all' ospitalità di Muccapazza e del suo mitico Il Gastronomo Riluttante


Stasera si gioca.
Se questo avviene coniugando pappa e ciccia, meglio ancora.
L’Anteprima è una proposta nata da qualche mese, sulla base di una filosofia originale che, prendendo spunto da diverse ispirazioni e tecniche, coniuga in maniera piacevole una forma di comunicazione interattiva con il cliente dal palato curioso che viene qui sapendo di passare una serata comunque diversa.
Ma andiamo con ordine.

Chiuduno è a un tiro di tappo dalla veronelliana berghem.
Oltre la collina vi è la nuova sede della premiata ditta Cerea che ivi ha trasposto il suo glorioso Vittorio.
In questa megalopoli di qualche migliaio di anime opera da tempo un’azienda che ha fatto del catering la sua mission.
Ma, dato che una ciliegina ci vuole sempre per mettere felicità alla routine quotidiana, ecco che è nata l’idea di Anteprima

Vi sono due sale per chi vuole fare l’avventore normale, ma il divertimento è in Cucina, perfettamente a vista (pare un acquario da lontano), in cui potete sguazzare per una sera condividendo il duro lavoro di chi si destreggia tra abbattitori, fornelli e sifoni sparsi.
Daniel Facen è un trentino della Valsugana. Nonostante abbia da poco superato gli “anta”, mantiene la faccia di quello che deve essere stato un simpatico ragazzino dalla marachella facile.

Ci sono due posti in fronte a lui che vi pare di esser sul Tornado della vicina Gardaland.
E lì, seduti fianco a fianco con chi vuole condividere con voi la crazy night, ci si balocca divertiti lungo una sequenza di una ventina di proposte; alcune bizzarre, altre che fanno il birignao a nomi collaudati del gastromondo, da un Adrià, a un Marchesi, un Bocchia e quantaltri del Ghota multistellare.

Dicevamo di “Pierino” Facen.
Essenzialmente autodidatta, di giorno spignatta cateringo; la sera inventa, prova, si diverte e vi fa divertire.
Lo spettacolo è in diretta, ecco allora che potete capire meglio come avviene la sifonatura, cosa ci si fa con l’azoto liquido, che le sferificazioni si possono usare anche in Cucina e non solo nella metallurgia della Val Brembana.

Se vi scappa qualche dettaglio niente paura, alzate la palpebra vorace e, in multicolor, su di uno schermo al plasma e 69 pollici, vedete tutto in diretta, come la vita e l’Isola dei Lurkers.

Le proposte sono state tante e tali che, necessariamente, si viaggerà random, così, tanto per dare un’idea con qualche pennellata che zoomerà di volta in volta sull’ intuizione, il piatto riuscito, quello che permette magari di gustare al meglio la photo senza l’itterizia.

Con un generoso prolungamento dell’happy hour,  vi può capitare una sorta di Americano in cui si gioca di tecniche, consistenze e temperature. L’idea è buona, la resa potrebbe essere meglio stando più attenti alla gestione dei gradi Celsius e, comunque, è un buon training per divertirsi dopo poco con una riuscita rivisitazione del Gazpacho, presentato in forma di un Gambero impalato e fritto, con sentori di senape e aromatizzazioni varie che vi mettono subito di buonumore, assieme a bolle champagnotte che vi accompagneranno di carburo lungo tutto questo percorso di Assaggialonga.

Quando traccheggiate sui boulevard lumière, sopra l’Ostrica ci mettete un po’ di lemon ? Probabile. Allora sappiate che non serve prendere il Concorde per compiere il rito perchè qui vi trovate già tutto pronto, con il Regale Mollusco abbinato a goccia di limone e, visto che viaggiamo di nobiltà, la fogliolina  d’oro era inevitabile, così, tanto per citare il Mago del Risotto Erbusco.
La Vulva Ostricante è un po’ muscolare, ma anche qui il bon bon complessivo conferma creatività giocosa  e birichina

La fantasia, si sa, può viaggiare altrove in un lampo ed ecco allora che, senza teletrasporto, vi ritrovate seduti idealmente assieme alla Signora di Shanghai, considerata la mise en place di Anguria with Bottarga, in cui, grazie anche a veli di Mandorle, vi è uno Ying & Yang piacevole tra dolce e salato.
Ma si torna subito all’estate italiana con un Prosciutto e Melone che, da fuori, pare l’ovetto pronto per far zabaione.
Riuscito il gioco delle consistenze, in cui,  dall’iniziale avviluppo morbido si prosegue poi nel trovarsi a mordicchiare le prosciuttosità interne.

Nei venerdì sera in famiglia può capitare di farsi birra e pizza, ma qui, attenti e premurosi, hanno cura di non farvi venire la nostalgia del caso… et voilà il cartoccetto di Siciliana con Birra Menabrea.
Sta a vedere che, in questa antologia del “tutto in una sera”, ci arriveranno anche  Sushi und Kebab…

Per intanto si viaggia nel pianeta del famolo strano.
No, non si tratta di riesumare un qualche Kamasutra culinario, però cosa direste se uno vi propone di shakerare assieme verzure & helado ? Vai Sam, facce vedé. Il Cartoccio di Pomodoro, primizie e Gelato alla Pesca potrebbe sembrare un’eresia, invece un senso ce l’ha. Il Cartoccio serve a preservare al meglio umori e sapori da un lato, dall’altro la preparazione via Azoto insegna che, in versione gelata, la materia prima viene esaltata nelle sue caratteristiche. A noi questo mix ci ha prima incuriosito, e poi divertito anche se è naturale che non prenderà mai la nominescion per i Telegatti del Ghiottonauta.

Per intanto le due Capesante che ci portano il saluto del mare sono ben abbinate con un Rabarbaro confit e una tegola di Mango.
Chissà, forse, in questo caso, si vuol giocare di equilibri, colti sulle declinazioni dell’acido. Anche qui il busillis riesce perché nell’alternanza delle diverse componenti si coglie una Cucina che permette, pur nella sua ecletticità, di continuare a mediare e percepire gusti assortiti.

Dopo tutto questo caravanserraglio si giunge alle minestre che, da italica tradizione, narrano di Spaghetti e Risotti.

E allora si principia con una Carbonara  che vedete nascere in diretta. Boh, forse la tecnica è di qualche molecolarità sifonata… quello che abbiamo colto è che lo spaghetto viene generato da panna e parmigiano; ovo e bacon speziato completano il quadro e siete pronti a giocare, giocare ancora con un Risotto in cui si è stravolta tutta l’architettura conosciuta.
Si narra di Scampo contenuto in tegola di riso e questa, per watsoniana deduzione, viene naturale metterla a pucciare in una zuppetta di vino rosso.

Ma come fai a muovere la pur minima critica ad un giovanotto che è lì che ti guarda, assembla, evidentemente improvvisa anche e poi, mentre pucci e mordicchi, ti sbircia come fa tuo figlio quando ti mostra quello che ha combinato con pastelli e scarabocchi per la festa del papà.
Daniel Facen è uguale. Poi gli diamo la mancia per andarsi a prendere i palloncini alla sagra del patrono.

E infatti, come ad ogni festa che si conviene, ecco il Luna Park, una rivisitazione ironica e birbante di un piatto unico… alla faccia di Messeguè e della dottoressa Tirone.
C’è di tutto, ma quello che ci piace ricordare, accanto alle ottime Costolette di Coniglio, sono i Carciofi fritti in … Eternity, by Calvin Klein
La citazione è tipicamente dei Roca Bros,, ma l’assemblaggio che ne deriva con limone, basilico e fiori d’arancio è bella, ci diverte e gli strizziamo l’occhio complice.
La prossima volta gli portiamo una doppia magnum di Fahrenheit o di Parma’s Water e poi vediamo cosa si inventa.

Non capisci più chi sia Pinocchio e chi il Gatto e la Volpe. Noi, spettatori da prima fila per una sera, o il nostro folletto che tratta le pignatte come fossero la lampada di Aladino.

Massì, finora abbiamo scherzato; gli scenari di una fiaba che ha spaziato e speziato con fantasia e tecniche multicolor ritorna ai fondamentali, rappresentati da un  tradizionale Carrè d‘Agnello cotto nel fieno.
Grande piatto, eccellente.
Il sentore di stallatico del fienile non fa certo rimpiangere il Klein Calvin o la Marylin vestita di solo Chanel.
Per farci commuovere il nostro eroe della porta accanto ci racconta che, il fieno, glielo porta il fratello ogni settimana per rimembrargli l’adorata Valsugana.
Che sia vera, che sia una balla (anche se di fieno), non importa. Il piatto ci porta verso l’happy end dei dolci titoli di coda  con il piacere di esserci veramente divertiti, trastullati in un’ esperienza assolutamente interattiva, e non solo per l’idea, già provata altrove, di desinare in Cucina, ma per la formula assolutamente spontanea con cui si commentano i piatti, li si vede nascere e … morire in gloria, perdendosi nei meandri dei nostri villi veraci & voraci.

La formula, come dicevamo, è originale, tanto la proprietà vive d’altro, ma il cadeau di permettere di esprimersi così e colà a questo Facen dalla faccia simpatica (e  l’occhio sveglio e ironico), ha trovato una strada originale che, se percorsa con sagacia  e la necessaria misura, porterà a tornare per vedere … cosa passerà ancora il convento  in questo curioso mix di tecnica e fantasia.

La Cantina è ricca, pur se in progress, con addirittura tanti piccoli caveaux per quei clienti che vogliono depositare inside le loro pepite bordolesi o supertuscane.
Livo Luongo vi segue in Sala con una professionalità puntuale che può diventare complice, così come le ragazze della scorta, pardon, le giovani che sgambettano tra i tavoli con efficienza e cortesia, in primis “Blu Eyes”  Daniela, testimoni del fatto che si può lavorare con il sorriso senza fatica, se sostenuto da passione lieve ma tenace.

E così usciamo da questa Cucina-Acquario con il sorriso sulle labbra, la panza che ride … e, sotto le stelle, non ci sentiamo certo pesci fuor d’acqua.
 
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Tel. 035 836 1030
Divertendosi, a partire da 80€

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