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SE QUESTO E' UN PICCIOTTO

Powered by Sararlo 01 Luglio 2010. Commenti (16) ·
SE QUESTO E' UN PICCIOTTO

Mentre Massimo Tartaglia (il madonnaro attentatore del Berlusca) veniva assolto per incapacità di intendere e volere, lo stratega e mecenate Dell' Utri veniva mafiosamente condannato (ma con il beneficio calendarizzato).

Nel mio immaginario collettivo Marcello Dell' Utri ha sempre rivestito un ruolo importante, ma non in quanto storica seconda tessera del forza berlusconismo, quanto, invece, come leggendario guru.manager di Publitalia e, soprattutto, come raffinato bibliofilo (cosa di cui quasi nessuno mai parla). Dell' Utri è tra i principali artefici della Mostra del Libro antico, che si tiene ogni anno a Milano ma, in primis, è il "papà" della Biblioteca di Via Senato, uno dei più importanti centri bibliofili privati in Italia (www.bibliotecadiviasenato.it)

 

Lo vidi, in carne e doppiopetto, la prima volta proprio alla Mostra della permanente, uno tra i tanti, mentre illustrava ad un amico una delle sue amate cinquecentine. Persona dal tratto amabilissimo, un vero signore d' antan, come quelli che la Sicilia sforna ogni qualche decennio.

Sono stato più volte in Via Senato, grazie alle varie iniziative che ivi si svolgono. L' ultima, in ordine di tempo, la monografia dedicata a Leo Longanesi, un genio italico che stride troppo con lo spririto del tempo, ovunque esso sia, spesso pigramente omologante e retorico.

L' occasione di incontrare Dell' Utri de visu è capitata l' anno scorso, a Verona, nella casa museo di Carlo Pelanda, economista globale e columnist de Il Giornale, Libero, Il Foglio.
L' occasione era ghiotta. Dell' Utri avrebbe letto brani dei diari inediti di Mussolini, da lui recuperati non si sa come, dopo pazienti indagini pluriennali nei cinque continenti. L' opera dovrebbe venire pubblicata a breve. E' buffo che queste memorie siano state vergate su agende della Croce Rossa. Torna addirittura grottesco che, tra le tante accuse vomitategli addosso, a Dell' Utri non sia stato ancora recapitato un avviso di garanzia per apologia del ventennio.

Il modo di porsi, il dialogo, l' ironia, a volte lieve, a volte sferzante, spesso autodiretta, mi hanno confermato tutto il bene che già pensavo di Marcello Dell' Utri, un modello di imprenditore illuminato con una sensibilità per l' arte, per la cultura troppo in contrasto con l' immagine che la retorica mediatica (e giudiziaria) gli hanno volutamente cucito addosso con palese malafede.

Quando gli ho chiesto di farci il ritrattino paparazzo assieme si è quasi stupito, schernendosi prima e ringraziandomi dopo.

Se questo vi sembra un picciotto ...

 

Categoria: Hall of fame

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Commenti da 1 a 10 di 16 | Next | Last
alexx

16
Re:
06.08.10 | ore 13:08
Un bibliofilo non può essere mafioso. Perchè no?
Un boss della "Magliana" può essere sepolto in un magnifica Basilica quale "benefattore" (?), boss e picciotti possono portare statue e tabernacoli in processione e con i santini nei portafogli.
Fino a quando non si entra in rotta di collisione...
sararlo

15
Re:
28.07.10 | ore 08:42
Caro Nicola, con tutta l' amicizia che nutro nei tuoi confronti non posso essere d' accordo con la tua analisi.
Teniamo pure il beneficio del dubbio ma, come scritto nel post, due interrogativi rimangono sovrani.
1 - Come mai Dell' Utri (e Berlusconi) sono stati "degli intoccabili" sino a che non erano al potere ? Leggo anche oggi le dichiarazioni di Verdini e mi viene in mente la frase scritta ieri da Feltri: "la P3 è una tale fregnaccia da risultare un insulto alla P2"
2 - L' accanimento in particolare verso Dell' Utri, a mio avviso, è dovuto principalmente
a - non potendo impallinare il Capo si spara addosso a chi gli è più vicino
b - Dell' Utri è una delle teste più fini dell' (ex) F.I. Non a caso aveva avviato una scuola di formazione per nuovi dirigenti. Ergo, soffocare in culla quelli che potevano essere i futuri quadri del (cosiddetto) partito di plastica non poteva che iniziare dal criminalizzare il loro pedagogo. Infatti, con i precedenti che aveva avuto nel creare Publitalia, Dell' Utri è sempre stato un personaggio oggettivamente pericoloso per l' establishment catto.comunista (ora divenuto giustizialista e forcaiolo) che vorrebbe fare e disfare l' Italia a suo piacimento infischiandosene del voto popolare.
Poi è nato il PDL e Dell' Utri è stato accantonato. E, infatti, i risultati si vedono.
Ciao, al piacere di un prossimo e goloso incontro a tavola amica.
Nicola Fregni

14
Re:
27.07.10 | ore 18:19
Nel secondo (e ultimo giacchè la Cassazione è un grado eventuale) grado di giudizio è stato accertato che quest'uomo ha commesso reati:

1 partecipando personalmente ad incontri con esponenti anche di vertice di Cosa Nostra, nel corso dei quali venivano discusse condotte funzionali agli interessi della organizzazione;
2. intrattenendo, inoltre, rapporti continuativi con l'associazione per delinquere tramite numerosi esponenti di rilievo di detto sodalizio criminale, tra i quali, Pullarà Ignazio, Pullarà Giovanbattista, Di Napoli Giuseppe, Di Napoli Pietro, Ganci Raffaele, Riina Salvatore, Graviano Giuseppe;
3. provvedendo a ricoverare latitanti appartenenti alla detta organizzazione;
4. ponendo a disposizione dei suddetti esponenti di Cosa Nostra le conoscenze acquisite presso il sistema economico italiano e siciliano.
Così rafforzando la potenzialità criminale dell'organizzazione in quanto, tra l'altro, determinava nei capi di Cosa Nostra ed in altri suoi aderenti la consapevolezza della responsabilità di esso DELL'UTRI a porre in essere (in varie forme e modi, anche mediati) condotte volte ad influenzare - a vantaggio della associazione per delinquere - individui operanti nel mondo istituzionale, imprenditoriale e finanziario.
Con le aggravanti di cui ai commi 4 e 6 dell'art. 416 bis c.p., trattandosi di associazione armata

Questo E' un picciotto. E' un mafioso e mi fa schifo. Questa è una verità accertata in un Tribunale (e poi in una corte d'Appello) evidente a tutti grazie ad intercettazioni ambientali e telefoniche.

I commenti che ho letto infangano la memoria di Falcone e Borsellino, quelli sì due eroi che hanno dato la vita perché gente come Dell'Utri fosse almeno schifata dagli italiani.

Che paese è quello che viene governato da gente del genere?
sararlo

13
Re:
12.07.10 | ore 14:10
Non mescoliamo il tutto.
Qui non si parla di Totò Cuffaro o Rino Nicolosi.
Qui si parla di Dell' Utri che è diventato famoso (nel suo mondo) a partire dagli anni '80 in quanto guru di Publitalia.
Poi il suo nome, come quello di Berlusconi, è diventato di conoscenza comune a partire dal '94.
Resta un mistero, come mai a lui (e al suo Socio/Datore di lavoro) siano piovuti addosso tutti gli strali della magistratura da un certo punto in poi.
luka

12
ma...
12.07.10 | ore 12:08
Il tema è delicatissimo. Come può un fine cultore di libri e testi antichi essere un mafioso? E come può un magnificente prelato, servo di Dio essere un pedofilo? E' evidente che per governare in Sicilia è d'obbligo la conoscenza e la frequentazione con gli altolocati mafiosi. E' impensabile raggiungere certe cariche senza il benestare di certi poteri paralleli allo stato. Chi ha governato e governa regioni come queste non può essere "vergine" da certe contaminazioni. Tanto, tranquilli tutti...non si farà un anno di carcere il Marcello!
sararlo

11
Re:
07.07.10 | ore 01:41
Comunque la si voglia mettere, il caso Dell' Utri è il classico emblema dell' integralismo in salsa mediatica, o della semplificazione della realtà ad usum beoti.
Tradotto, quel dipietresco travaglismo che, a seconda della tesi precostituita, divide il mondo in buoni e cattivi a prescindere.
La realtà quotidiana è diversa, molto diversa.
Un tributo a Marcello Dell' Utri dovuto, non tanto bibliofilo ma, sopratutto, umano.
ienaridens

10
sugo
06.07.10 | ore 16:06
Siamo il paese della pasta, e nella pasta noi ci mettiamo il sugo.
Nei ragionamenti, i pregiudizi han più sugo, talvolta, dei giudizi.
Sarà per questo che come popolo ci vogliono sempre pieni di sugo.

Sono d'accordo con tutto tranne che solo l'immaginarmi il Sararlo in galera dei dolori mi procura di Palermo ha sbagliato in molti casi. Se invece di usare il cervello e la lingua avesse usato dei bomboloni o dei cannoni alla crema come ha fatto la mafia, avrebbe sbagliato di meno.
giorgio

9
Re:
04.07.10 | ore 22:14
Andando oltre la piacevole e simpatica ironia ( e lo dico sinceramente, senza ironia) di Ienaridens, vorrei solo far notare che nel reato di “ …. esterna in associazione mafiosa “ ( mi manca la parola, me ne scuso ) è compreso anche il comprare cannoli a Palermo nella pasticceria del dirimpettaio di un sospetto mafioso; dire poi che un notabile siciliano, di Palermo, natovi e cresciutovi per lunghi anni, che conosce dei “ personaggi influenti e quindi mafiosi “ nella sua città sia sinonimo di mafia o di collaborazionismo mi sembra quanto meno audace. L’onestissimo Leoluca Orlando è stato l’unico sindaco di Palermo ad essere eletto con i voti di non mafiosi o forse conosceva solo persone palesemente immacolate ?
Non dimentichiamo inoltre che anche Andreotti è stato tagliato fuori dalla vita politica italiana in questo modo, accusandolo addirittura di omicidio ( sic ); prima di formulare giudizi, visti certi precedenti, ci penserei non poco, a meno che non ci si avvalga solo di pregiudizi.
Probabilmente il terzo livello, penalmente perseguibile in quanto ben identificato come persona, non esiste, ma il terzo livello è costituito da chiunque maneggi soldi nella vita politica – amministrativa delle nostre città; ricordiamo ( e non è qualunquismo, il mio ) che gli unici ad essere rimasti fuori da Tangentopoli sono stati gli uomini del MSI, ma non perché fossero più puliti, solo perché non sono mai entrati appieno nella vita politica e non hanno avuto possibilità di sporcarsi.
E ricordiamoci anche tutti gli altri fallimenti della Procura di Palermo, da Caselli in poi ( absit iniura verbis, naturalmente ): se Sararlo avesse fatto cotanti errori nel curare i denti, sarebbe certamente in galera.
Con stima
sararlo

8
Re:
03.07.10 | ore 17:19
@giorgio
Grazie tuo intervento. Benvenuto in questo piccolo salottino tra amici.
ienaridens

7
gnam gnam
03.07.10 | ore 15:08
Marcello Dell’Utri condannato a sette anni per i suoi rapporti con la mafia. Vergognoso: non sono neanche la metà di quelli che stiamo scontando noi per lo stesso motivo.

Dell’Utri sarebbe stato il referente al nord di Cosa Nostra fino alla fondazione di Forza Italia. Poi manco una cartolina.

Pare che il senatore intrattenesse rapporti con mafiosi molto influenti. E anche in Sicilia conosceva dei boss.

Molti quotidiani hanno titolato “Ridotta la condanna a Dell’Utri”. Che è un po’ come titolare “23 maggio 1992: danneggiata l’autostrada Palermo-Capaci”.

Minzolini fa montareun servizio su Dell’Utri riuscendo a non pronunciare mai la parola “condannato”. Questa volta doveva esserci di mezzo una scommessa.

(Al Tg1 hanno parlato così bene di Dell’Utri che ho pensato fosse morto)

Dell’Utri: “Berlusconi avrebbe voluto testimoniare a mio favore, ma gli sconsigliaidi venire in tribunale”. Per un processo così importante neanch’io vorrei uno all’esordio.

L’appello riduce di due anni la pena di Dell’Utri: esulta Capezzone, appena tornato dai festeggiamenti per il pari con la Nuova Zelanda.

Ora si attendono le motivazioni della sentenza. Da Dell’Utri.
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