Dizionario Sararlo-Italiano

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DORIO - Vigodarzere (PD)

Powered by Sararlo 28 November 2007 ·

L’attacco potrebbe cominciare con “… piccoli Dal Vero crescono…”.
In realtà sarebbe una banale captatio benevolentiae ai due consueti lettori già assuefatti e, inoltre, Davide Benetton è uno che già pedala bene di suo, pur se i pochi mesi passati da Ivano Mestriner ne hanno affinato un talento già ben inserito nel suo Dna.

Questo giovanotto dal cognome trevigiano è un padovano doc, from Abano, per la precisione.
Dopo qualche stretching di pignatta nei dintorni del’orticello suo, è passato a scaldarsi i muscoli al Bistrot de Venice e, come detto, dal Catapulta Jones dei fornelli, quello che esercita a Badoere downtown.

Ora corre da solo, da pochi giorni, in quel di Vigodarzere, a meno di 200m. dal cartello che recita Padova e così sia.
Dorio era un locale con qualche patacca pescivendola negli anni che furono, oltre che sede, nei roaring eighties, dell’ hybris (e conseguente de profundis) di un personaggio il quale, dai fasti della pedemontana asolana si illuse, tra bacco e tabacco, di trovarvi pari gloria ivi.

Insomma, la location è quella di un araba fenice che troverà, finalmente, il suo degno mentore, ovvero questo United Colors of…, in versione patavium.
Occhio al Tom Tom di Gola in quanto, se arrivate in quinta piena, alla Vatanen per intenderci, adocchiate l’insegna all’ultimo minuto, manco fosse un Fotored de borgata, e rischiate di parcheggiare tra le brume della campagna intorno.
Il comodo parcheggio è proprio di fronte, ma questo lo memorizzerete per il ritorno prossimo e venturo.

Interni ben curati, musica di sottofondo senza birignao: tuttocchei, insomma, per sedersi a meditare la comanda.

Ci sono due Menù degustazione, quello dell’Acquario e la Carta tout court.
Il Menù dell’ Acquario, invero, è un po’ una citazione al Dorio d’antan.
La vasca ittica c’è per davvero, vi accoglie nel vestibolo d’entrata, a fianco della bella Mamma del nostro (a proposito, complimenti Signora). Sembra una Tv al Plasma (l’acquario, non la nostra Cornelia del terzo millennio) e vi sono parcheggiati in stand by cocinero Astici e Granciporri.
Bah, forse tra qualche mese la citazione Doria potrà anche sparire e, al posto dei carpaci edibili, potrebbero starci anche bene, in acqua protetta, più consone pinne tropicali e non commestibilizzabili.

Trovandoci a rigoroso digiuno dalla sera precedente, e conoscendo Davide nostro dai tempi di Badoere, abbiamo lasciato la dottoressa Tirone a fare da guardiamacchine fuori, nel parcheggio celato ai più.

Divertenti le entrate, tra una Sogliola in Carrozza con Spuma di Ostriche e una Millefoglie di Baccalà Mantecato.
Un Dalverizzato doc potrebbe pensare che la Sogliola carrozzabile è una citazione, forse, della più nota Ostrica in carrozza dello stellato badoerese, mah, può darsi; comunque, proseguendo di comanda, poco importa il busillis, perché la mano talentuosa c’è e la si ritrova in più di una occasione.

Ad esempio con una straordinaria Vellutata di cavolfiore e uovo, quest’ ultimo trattato, come da “Lo Mejor” & co, rigorosamente a bassa temperatura. Invece del grana, vi trovate con una guapa spolverata di Noce moscata q.b.
Oppure, ancora, vi encanterete el corazon con dei riuscitissimi Tortellini di Alici e Brodo di Cicale all’Anice Stellato.
L’ Anice, invero, ci sta bene, ma può anche essere accessorio; da applausi la farcia e conseguente l’equilibrio orgasmolettico con la broda.

Bene i Fusilli all’ uovo con Radicchio e Sarde, anche qui piccola citazione Mestrinera e dalvera con la Sarda fritta ‘n coppa, sulle 23 o giù di lì.

Sui secundis le tentazioni sono varie.
Ad esempio  il Tonno scottato con riduzione di Raboso e olive taggiasche è bello, palestrato.
Potrebbe essere il piatto della morosa, quella che si tiene in forma a “Trippa? No grazie” (preferisce i pilates), ma, fortunatamente (anche) aborre rucole e retoriche macrobiotiche.
Mentre invece voi, che siete sciupapiatti delle sette leghe, dovete incrociare i vostri destini con
Giovannona Coscia-lunga, alias un femore d’ Anatra (Giovannona, appunto), arrosta, ripiena del suo fegato e castagne
(il plus di questo Gastro.Day) con piopparelli.
Farcia monumentale in un equilibrio complessivo reso ancora più piacevole dalla “masticazione” vera e ruspante del nobile pennuto. Piopparelli in optional, come i vetri fumè degli Hummer.

Buoni i Dessert, grazie anche alla mano di un’ altro Dal Vero, Davide “Le Patissier”, prossimo anche lui a volare in proprio dalle parti di Borgoricco, nome dagli auspici benevoli, a qualche latitudine nord from ici.
Strudel di Mele e Pere tiepido con Gelato alla Cannella e Tiramisù con Gelato al Vin Santo, per gli amanti della cronaca.

Bene, dopo aver ribilanciato colesterolemia e glicemici contorni, qualche considerazione a latere.
Davide Benetton marcia sui 28, svegli assai.
Il ragazzo è tosto, sa porsi; lo sguardo è intelligente e realista allo stesso tempo.
La mano è buona, anzi felice.
Per uno che ha aperto da una settimana le uniche sbavature che abbiamo potuto notare sono qualche errore di battitura sul (bel) Menù.
Al piatto equilibrio, fantasia ben temperata e gusto per l’impiatto ( qui, confessa, l’Ivano gli ha insegnato molto).
Cantina senza pretese, buona, se si considera che, sopratutto quando si comincia, o hai Fort Knox alle spalle, oppure sai che apri un Ristorante, non un’ Enoteca.

Dorio è un’ insegna nuova,anzi che più baby non si può in questa sua seconda nuova vita.
Un indirizzo da tenere a mente per chi, autoctono o di passo, dopo il doveroso tributo calandrico, voglia provare qualcosa di nuovo, di diverso, ma al contempo con la garanzia di non trovarvi sole, altresì  la piacevolezza di un ottimo rapporto qualità prezzo, specialmente in questo periodo dove, intuitivamente, la maison è cosciente di  investire sull’avviamento di un pissi pissi bao, motore del buon ritorno per molti, se non di più.
Un’ultima annotazione.
Il palato che ci affiancava , agile mente usa a discettar di art direction assortite, nel sorbire le ultime golosità della staffa, bofonchiava tra sé e sé “beh. In fondo, uno così, chi glielo fa fare di usare un nome altrui,  Dorio. Con l’anagrafe che si ritrova potrebbe benissimo definirsi  “… By Benetton” e non avrebbe neanche il problema del copyright o dei diritti d’autore”.
Eh sì, fondo,a pensarci, potrebbe anche essere un elementare Watson , anzi, Davide.
Bravo, a buon rendere.

DORIO Ristorante
Via Roma 26/A
Vigodarzere – Padova
Tel & Fax.: 049 – 700 854

@ : info@dorioristorante.it
www. dorioristorante.it

Menù Degustazione da 35€, 45€,  55€

Categoria: Sararlo Graffiti

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